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MEMORY NOT FOUND​

[questo è un crudo progetto d’amore e distopia]

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Il tempo vince sempre.

Il tempo distrugge tutto, ma nel corrodere crea una nuova estetica della perdita. I ricordi non svaniscono - si trasformano.

Ogni volta che li richiamiamo infatti li contaminiamo. Per me questa corruzione dei “file della memoria” diviene poetica glitch.

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Nel progetto MEMORY NOT FOUND le mie “404 cartoline dal futuro” nascono da vecchie foto analogiche fatte molti anni fa durante i viaggi di famiglia. Questi scatti vengono poi lavorati con Midjourney in una sorta di decostruzione, proprio come fa la nostra memoria con i ricordi. Al contrario di chi usa le IA per preservare, io celebro la dissoluzione con l’estetica di un romanticismo del degrado, in cui frammenti di intimità familiare sopravvivono comunque al caos digitale.

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Alcune delle foto di famiglia, raccolte in questo libro, si degradano progressivamente in nostalgie scheggiate, mutano in istantanee di mondi digitali nostalgici discontinui in cui i luoghi diventano sempre più decadenti ed inghiottiti da griglie virtuali dal sapore Vaporwave.

La memoria distorce: i volti amati svaniscono si moltiplicano in echi di sè stessi, si sovrappongono come esposizioni multiple, diventano schermi vintage dai taglienti pixel; i paesaggi si sciolgono: le spiagge diventano deserti di antenne cyberpunk, le città si trasformano in cattedrali di detriti illuminati da neon morenti, le prospettive si curvano, i cavi elettrici pendono come liane urbane, vegetazione androide mangia chiese ed affreschi; compaiono corvi e robot come nuovi compagni di viaggio. Tutto ciò che era solido si disfa e si rivela fragile e pieno di cieche interferenze digitali, intrise di tutto ciò che siamo nel frattempo diventati, ciò che abbiamo letto, sentito, visto, vissuto.

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L'approccio cronofagico del tempo che divora tutto, la progressione dall’immagine della normalità a quella di frame corrotti è il concept narrativo; l'uso dell'IA è qui strumento di visuale decadimento surreale invece che di restauro documentario.

© 2026 Sandra Ida Faggiano

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